Piede d'atleta: sintomi, contagio e trattamento
Pelle che si sfalda tra il quarto e il quinto dito, prurito che aumenta quando si tolgono le scarpe, screpolature che bruciano: è il quadro tipico del piede d'atleta. Questa pagina spiega come si riconosce, come si prende, che cosa si usa in farmacia e in quali casi serve una valutazione medica.
Come si presenta il piede d'atleta
La forma più comune interessa gli spazi tra le dita, in particolare tra il quarto e il quinto. La pelle appare biancastra, macerata, si sfalda e può fissurarsi sul fondo della piega. Il prurito è frequente ma non costante, mentre il bruciore compare quando si formano ragadi.
Esistono altre due presentazioni. Una interessa la pianta e i bordi del piede con desquamazione fine, secca e diffusa, che spesso viene scambiata per pelle secca e trattata per mesi con creme idratanti senza risultato. L'altra è vescicolosa: piccole bolle raggruppate sulla volta plantare, molto pruriginose, che si rompono lasciando aree arrossate.
La distinzione conta perché non tutto quello che si sfalda tra le dita è una micosi. Somigliano una dermatite da contatto, per esempio da materiali della calzatura, un eczema disidrosico, una psoriasi delle pieghe e una macerazione puramente da sudorazione. Un elemento utile è l'asimmetria: la micosi interessa spesso un piede prima dell'altro e tende a estendersi verso l'unghia, mentre una dermatite da contatto segue il disegno della scarpa su entrambi i piedi.
Come si prende e perché ritorna
I dermatofiti si trasmettono per contatto con squame di pelle infetta, che restano vitali a lungo su superfici umide. Bordi piscina, docce comuni, spogliatoi, tappetini di palestra e pavimenti di bagni condivisi sono i luoghi tipici. Anche asciugamani, calze e scarpe condivise trasmettono l'infezione.
Il fungo prospera con caldo, umidità e macerazione: per questo scarpe chiuse indossate molte ore, calze sintetiche, sudorazione abbondante e piedi asciugati in fretta sono le condizioni che lo favoriscono. Il termine sportivo del nome non è casuale, ma la condizione riguarda chiunque, non solo chi si allena.
Le recidive sono comuni per due motivi. Il primo è l'interruzione precoce della terapia: la pelle migliora prima che il fungo sia eliminato e il trattamento viene sospeso troppo presto. Il secondo è la mancata bonifica dell'ambiente e delle calzature, che restituiscono l'infezione appena si smette. Chi ha anche un'unghia colpita si reinfetta continuamente dalla propria unghia, quindi in quel caso trattare solo la pelle non chiude il problema.
Che cosa si usa in farmacia
Le forme localizzate si trattano di norma con antimicotici da applicare sulla pelle disponibili in qualsiasi farmacia: creme, gel, polveri e spray a base di terbinafina, clotrimazolo, miconazolo o altri principi attivi della stessa famiglia. La scelta della forma dipende dalla sede: le polveri e gli spray sono più comodi tra le dita, dove una crema grassa mantiene umidità.
Tre regole aumentano molto le probabilità di successo. Applicare il prodotto anche sulla pelle apparentemente sana intorno alla zona colpita, perché il fungo si estende oltre il confine visibile. Rispettare la durata indicata nel foglio illustrativo e proseguire anche dopo la scomparsa dei disturbi, secondo quanto il prodotto stesso raccomanda. Asciugare con cura la zona prima di ogni applicazione.
Vanno evitate due scorciatoie diffuse. La prima è l'uso di creme al cortisone prese in prestito da altre terapie: riducono il prurito ma favoriscono la diffusione del fungo e rendono il quadro difficile da riconoscere. La seconda è la disinfezione aggressiva con alcol o candeggina, che danneggia la barriera cutanea e apre la strada a infezioni batteriche.
Quando la terapia locale non basta
Serve una valutazione medica quando la micosi coinvolge la pianta in modo esteso, quando interessa le unghie, quando si ripresenta subito dopo cicli locali condotti correttamente o quando il quadro non è chiaro. In queste situazioni possono essere indicati antimicotici per bocca, soggetti a prescrizione medica, oppure un esame micologico per confermare la diagnosi.
Un secondo motivo per coinvolgere il medico è la comparsa di una infezione batterica sovrapposta. Le fissurazioni tra le dita sono una porta d'ingresso e nelle gambe possono dare una cellulite, che si manifesta con arrossamento caldo ed esteso, gonfiore, dolore e talvolta febbre. In quel caso la terapia antimicotica da sola non è sufficiente.
Il terzo motivo riguarda le persone a rischio elevato: diabete, arteriopatia degli arti inferiori, neuropatia, linfedema, terapie immunosoppressive. Qui anche una lesione minima del piede va vista da un medico, perché la capacità di guarigione è ridotta e le complicanze si sviluppano in modo silenzioso, spesso senza dolore.
Quando rivolgersi al medico senza rimandare
Si rivolga a un medico, alla guardia medica o al pronto soccorso, senza attendere il miglioramento, se compaiono arrossamento caldo che si estende sul dorso del piede o sulla gamba, gonfiore doloroso, striature rosse che risalgono verso il ginocchio, pus, oppure febbre e brividi. Sono i segni di una infezione batterica che richiede una terapia diversa dagli antimicotici.
Va vista con urgenza anche una ulcerazione del piede in una persona con diabete o con problemi di circolazione, anche se piccola e non dolorosa. L'assenza di dolore in questi casi non è un segnale rassicurante: può dipendere da una neuropatia che maschera il problema.
Meritano un controllo rapido, pur senza essere emergenze, una lesione che sanguina o non guarisce, un'area che si scurisce, un dolore che impedisce di appoggiare il piede e ogni quadro che peggiora nonostante due o tre settimane di trattamento locale corretto. Infine, nei bambini piccoli le lesioni pruriginose dei piedi vanno inquadrate da un medico prima di applicare prodotti pensati per gli adulti.
Prevenzione: le abitudini che fanno la differenza
La prevenzione si gioca sull'umidità. Asciugare accuratamente tra le dita dopo ogni doccia è la singola misura più efficace. A seguire: calze in fibre che allontanano il sudore, cambiate ogni giorno, scarpe alternate in modo che possano asciugare tra un uso e l'altro, ciabatte in spogliatoi, docce comuni e bordo piscina.
Chi suda molto può usare polveri assorbenti e dedicare qualche minuto in più all'asciugatura. Le scarpe da lavoro chiuse per molte ore meritano attenzione particolare: un secondo paio da alternare vale più di qualsiasi prodotto. Gli asciugamani non vanno condivisi e, durante l'infezione, è sensato lavare calze e asciugamani a temperatura elevata secondo le indicazioni del capo.
Infine, l'esame periodico dei propri piedi. Guardare le pieghe tra le dita una volta alla settimana permette di trattare una desquamazione iniziale con pochi giorni di crema, invece di scoprirla quando ha già raggiunto l'unghia e richiede mesi.
Il piede d'atleta guarisce da solo?
Di regola no. Può attenuarsi in estate, quando i piedi restano più asciutti, per poi ripresentarsi con le scarpe chiuse. Senza trattamento tende a estendersi verso la pianta e verso le unghie, dove diventa molto più difficile da eliminare.
Per quanto tempo devo applicare la crema antimicotica?
Va seguita la durata riportata nel foglio illustrativo del prodotto, che di solito prevede di proseguire anche dopo la scomparsa dei disturbi. Interrompere al primo miglioramento è la causa più frequente di recidiva.
Posso andare in piscina mentre mi curo?
È possibile, ma con precauzioni: ciabatte sempre indossate fuori dall'acqua, asciugatura accurata tra le dita subito dopo, asciugamano personale. Se sono presenti fissurazioni aperte o segni di infezione batterica, è meglio attendere la guarigione.
Il piede d'atleta può passare alle unghie?
Sì, ed è un passaggio frequente. Quando l'unghia si ispessisce e ingiallisce, la terapia locale della pelle non basta più, perché l'unghia diventa un serbatoio che reinfetta continuamente la cute circostante.
Le creme al cortisone aiutano contro il prurito?
Riducono il prurito ma peggiorano l'infezione fungina, perché abbassano la risposta immunitaria locale e modificano l'aspetto della lesione, rendendola difficile da riconoscere. Non vanno usate di propria iniziativa su un sospetto piede d'atleta.