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Congiuntivite: tipi, contagio e cura

Occhio rosso, sensazione di sabbia sotto la palpebra, secrezione che incolla le ciglia al risveglio: la congiuntivite si presenta così, ma le cause sono diverse e richiedono trattamenti diversi. Questa pagina spiega come distinguerle, che cosa si può fare in autonomia e quali segni impongono una visita oculistica immediata.

Tre cause principali, tre quadri diversi

La congiuntivite virale è la più frequente. L'occhio è rosso, lacrima molto, la secrezione è acquosa e non densa, spesso comincia da un occhio e coinvolge l'altro dopo qualche giorno. Può accompagnare o seguire un raffreddore e a volte si associa a un linfonodo ingrossato davanti all'orecchio.

La congiuntivite batterica dà tipicamente una secrezione densa, giallastra o verdastra, che si riforma durante il giorno e incolla le ciglia al risveglio. Anche in questo caso può interessare un occhio solo all'inizio. L'aspetto della secrezione non è però una prova certa: quadri virali possono dare secrezione densa e viceversa.

La congiuntivite allergica ha un segno distintivo forte: il prurito, di regola intenso e su entrambi gli occhi, con lacrimazione, gonfiore delle palpebre e spesso starnuti e naso che cola. Ricorre nelle stesse stagioni o in presenza dello stesso fattore scatenante. Esistono infine congiuntiviti irritative da cloro, fumo, aria condizionata, polvere, cosmetici e uso scorretto delle lenti a contatto: qui il rimedio principale è togliere la causa.

Che cosa non è una semplice congiuntivite

Non ogni occhio rosso è una congiuntivite, e questa distinzione è la parte più importante della pagina. Nella congiuntivite la vista rimane sostanzialmente normale, salvo un annebbiamento passeggero dovuto alla secrezione, il dolore è modesto e descritto come fastidio o corpo estraneo, e la pupilla è regolare.

Alcuni quadri gravi, invece, si manifestano con dolore oculare vero e proprio, calo della vista, forte fastidio alla luce, arrossamento concentrato attorno all'iride, pupilla di forma o dimensione alterata. Rientrano tra questi l'uveite, la cheratite, il glaucoma acuto e le lesioni della cornea, tutte condizioni che richiedono una valutazione oculistica rapida.

Un capitolo a parte riguarda chi porta lenti a contatto. In questi casi un occhio rosso e doloroso va sempre considerato sospetto per una infezione della cornea, va tolta subito la lente e va cercata una valutazione oculistica: è la situazione in cui i colliri antibiotici presi in prestito o riutilizzati da confezioni vecchie fanno il danno maggiore, perché ritardano la diagnosi.

Che cosa si può fare senza prescrizione medica

Nelle forme lievi e senza segni di allarme il primo trattamento è la pulizia. Le palpebre si detergono con garze sterili e soluzione fisiologica, dal lato interno verso l'esterno, usando una garza diversa per ciascun occhio. Impacchi freschi riducono il gonfiore, mentre le lacrime artificiali senza conservanti alleviano la sensazione di sabbia.

In farmacia si trovano anche colliri antistaminici o a base di sodio cromoglicato per le forme allergiche, e prodotti a base di acido ialuronico per la lubrificazione. Nelle congiuntiviti allergiche conta molto anche ridurre l'esposizione: lavare il viso rientrando in casa, tenere le finestre chiuse nelle ore di maggiore pollinazione, evitare il trucco degli occhi finché i disturbi durano.

Le lenti a contatto vanno sospese per tutta la durata dei disturbi e riprese solo dopo la risoluzione, con una confezione nuova. I colliri antibiotici richiedono prescrizione medica e non vanno usati alla cieca: nella maggior parte delle congiuntiviti dell'adulto la causa è virale e l'antibiotico non serve, mentre un collirio con cortisone usato senza indicazione può aggravare gravemente un'infezione della cornea.

Quanto è contagiosa e come limitare la diffusione

Le forme virali e batteriche si trasmettono per contatto: mani, asciugamani, federe, colliri condivisi, superfici. La forma allergica e la forma irritativa non sono contagiose. Nel dubbio conviene comportarsi come se lo fosse, perché il periodo più contagioso coincide con la fase di occhio rosso e secrezione.

Le misure utili sono semplici e vanno mantenute per tutta la durata dei disturbi: lavare le mani spesso, non toccarsi gli occhi, usare un asciugamano personale, cambiare la federa del cuscino, non condividere colliri, occhiali o cosmetici per gli occhi. Il trucco usato durante l'episodio va eliminato.

Per bambini in comunità e adulti che lavorano a contatto con il pubblico vale la pena chiedere indicazioni al medico o al pediatra sul rientro, perché dipende dalla causa e dall'andamento. Una congiuntivite virale può restare contagiosa per diversi giorni e la scomparsa della secrezione è un riferimento più utile della semplice assenza di rossore.

Quando rivolgersi al medico senza rimandare

Si rivolga immediatamente a un oculista o al pronto soccorso in presenza di dolore oculare vero, calo della vista, visione doppia o offuscata che non si schiarisce sbattendo le palpebre, fastidio marcato alla luce, oppure pupilla di aspetto diverso rispetto all'altro occhio. Sono segni che indicano un coinvolgimento oltre la congiuntiva.

Vanno considerati urgenti anche l'occhio rosso in chi porta lenti a contatto, un trauma oculare o l'ingresso di una sostanza chimica, che richiede lavaggio abbondante con acqua e valutazione immediata, e un occhio rosso in un neonato nelle prime settimane di vita, che va sempre visto senza attendere.

Servono una valutazione rapida, ma non necessariamente in urgenza, i disturbi che non migliorano in alcuni giorni, la secrezione densa e abbondante che si riforma continuamente, il gonfiore delle palpebre con arrossamento della pelle circostante e febbre, e la comparsa dell'occhio rosso in chi ha difese immunitarie ridotte, ha subito interventi oculari o soffre di malattie autoimmuni.

Errori frequenti che peggiorano il quadro

Il primo errore è riutilizzare un collirio antibiotico avanzato da un episodio precedente. Oltre al rischio di contaminazione della confezione aperta, l'antibiotico non agisce sulle cause virali e allergiche, che insieme rappresentano la maggior parte dei casi, e nasconde il decorso reale del disturbo.

Il secondo errore è l'uso di colliri con cortisone senza indicazione oculistica. In presenza di un'infezione della cornea, in particolare erpetica, possono causare un peggioramento importante e danni permanenti alla vista. Questi prodotti richiedono prescrizione medica proprio per questo motivo.

Il terzo errore è continuare a portare le lenti a contatto per non rinunciare alla comodità. Le lenti mantengono l'infiammazione, trattengono i germi e possono trasformare un quadro banale in una cheratite. Il quarto, meno drammatico ma frequente, è strofinare gli occhi: aumenta l'infiammazione, diffonde l'infezione all'altro occhio e nelle forme allergiche innesca un circolo di prurito che si autoalimenta.

Come faccio a capire se serve un antibiotico?

Non si può stabilire in modo affidabile guardando solo il colore della secrezione. La decisione spetta a un medico, che considera anche durata, presenza di dolore, uso di lenti a contatto e condizioni generali. Nella maggior parte delle congiuntiviti dell'adulto la causa è virale e l'antibiotico non è necessario.

Quanto dura una congiuntivite virale?

Di regola si risolve nell'arco di una o due settimane, spesso peggiorando nei primi giorni prima di migliorare. Un peggioramento dopo la prima settimana, o la comparsa di dolore e calo della vista, richiede una valutazione oculistica.

Posso usare la camomilla per lavare l'occhio?

È una pratica diffusa ma sconsigliata: gli infusi non sono sterili, possono introdurre germi e la camomilla è essa stessa un possibile allergene. Per la pulizia sono preferibili garze sterili e soluzione fisiologica.

I bambini con congiuntivite possono andare a scuola?

Dipende dalla causa e dalle indicazioni della struttura. In presenza di secrezione abbondante, il criterio pratico più usato è attendere il miglioramento, ma la decisione va presa con il pediatra, soprattutto nei bambini piccoli e nelle comunità.

Quando posso rimettere le lenti a contatto?

Solo dopo la completa risoluzione dei disturbi e con lenti nuove, oltre a un contenitore pulito o sostituito. Se l'episodio ha coinvolto la cornea, il momento della ripresa va stabilito dall'oculista.